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Swiss National Bank

Mercoledì, 22 Luglio 2009,
17:32

Bolle speculative

Il motivo dell’attuale crisi finanziaria è da ricercare in gran parte negli irresponsabili sviluppi del mercato immobiliare americano. Dopo un forte aumento dei prezzi delle case in soli pochi anni, la tendenza si è improvvisamente invertita a metà del 2006. Da due anni i prezzi si stanno abbassando in modo piuttosto rapido; non si intravede ancora la fine della tendenza ribassista.

Prezzi delle Case

Per quanto riguarda le cause di questo sviluppo si parla spesso di «bolla speculativa». Cosa si cela dietro questo concetto?

Agli occhi degli economisti gli immobili sono paragonabili ad altri investimenti patrimoniali come le obbligazioni o le azioni. Il prezzo di mercato di un tale investimento rispecchia le aspettative degli investitori circa i futuri flussi patrimoniali (dividendi, corresponsione di interessi, apprezzamenti del capitale investito, ecc.).

Se le prospettive economiche peggiorano, la quotazione di norma diminuisce e viceversa.

Oltre al prezzo di mercato gli economisti conoscono il concetto del valore fondamentale. Questo rappresenta il «valore vero e realistico» di un investimento secondo l’attuale punto di vista attuale. A differenza del prezzo di mercato questo però non può essere letto da nessuna parte, bensì deve essere stimato dagli analisti e dagli investitori.

Se le aspettative degli investitori sono speculative e superottimistiche (o viceversa, estremamente pessimistiche), il prezzo di mercato di un titolo e il suo valore fondamentale possono discostarsi l’uno dall’altro per lungo tempo. Gli economisti in questo caso parlano di una «bubble», ovvero bolla.

Sebbene questo scostamento possa essere estremamente forte e dipenda spesso da fattori psicologici, il prezzo di mercato non può scostarsi a piacere dal valore fondamentale, ma deve riadeguarsi a quest’ultimo nel lungo termine. Generalmente la variazione avviene in modo molto repentino.

Dopo che nel mercato viene appurata la sopravalutazione di una determinata classe di investimenti patrimoniali, moltissimi partecipanti del mercato tentano di vendere contemporaneamente i titoli in questione. È così che si verifica il cosiddetto crash.

Talvolta si chiede alla politica monetaria di cercare di combattere attivamente questi scenari. Ciò che in teoria suona bene, è in pratica un’impresa difficile. Perché dire con certezza che nel caso di un aumento dei prezzi di determinati valori patrimoniali si tratti di una bolla speculativa, è possibile solo dopo che la bolla è scoppiata. Il motivo sono le incertezze sopradescritte relative al valore fondamentale.

E anche se una bolla speculativa si rivela precocemente come tale, non è chiaro come la politica monetaria debba reagire. Solo un intervento massiccio da parte della banca centrale (tramite un marcato aumento dell’interesse di riferimento) potrebbe far scoppiare una bolla. Questo avrebbe però delle ripercussioni fortemente negative sull’economia reale (massiccio crollo congiunturale). Pertanto sussiste il grande pericolo che una tale politica provochi più danni che vantaggi.

È pertando difficile che la politica monetaria possa combattere le bolle speculative. Ma può contribuire ad aumentare la resistenza del mercato finanziario, affinché le conseguenze dello scoppio delle bolle speculative abbiano un impatto minore. Maggiori informazioni in uno dei prossimi contributi del blog.

Per il team iconomix

Ronald Indergand

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