iconomix

Swiss National Bank

Mercoledì, 22 Luglio 2009,
17:45

Programmi congiunturali in Svizzera

Sulla Neue Zürcher Zeitung di domenica 8 marzo 2009 due economisti svizzeri si esprimono criticamente sui programmi congiunturali attivi dello stato.

Jean-Daniel Gerber, direttore della Segreteria di Stato dell’economia (Seco), e Urs Müller, capo economista della BAK Basel Economics, sono alquanto critici – rispetto ad es. a Olivier Blanchard, capo economista del Fondo monetario internazionale (vedere uno degli ultimi contributi del blog).

Müller rimanda in particolare agli «stabilizzatori automatici» come ad es. l’assicurazione contro la disoccupazione. Le cui spese aumentano, quando aumenta la disoccupazione, contrastando automaticamente il crollo dei consumi. Nelle fasi di boom ci sono invece pochi disoccupati e la cassa registra un’eccedenza.

Delle uscite costanti da parte dello stato comportano automaticamente delle eccedenze nelle fasi di boom e dei deficit nelle fasi di crisi, contribuendo così alla stabilizzazione. In confronto, invece, i programmi congiunturali sono di dimensioni ridotte. Secondo quanto afferma Müller, devono essere appoggiati solo se dimostrano un effetto ancora in fase di recessione e se sono limitati nel tempo e orientati a determinate categorie fortemente colpite dalla crisi.

Siccome la Svizzera è una piccola economia aperta, le esportazioni all’estero vanificano gran parte delle misure congiunturali. Per Gerber il compito dello stato svizzero consiste soprattutto nell’«impostare delle condizioni quadro favorevoli sul mercato interno e nell’aprire mercati esteri attraverso dei trattati di libero scambio».

La crisi economica attuale deve essere pertanto risolta in Svizzera «in prima linea attraverso una stabilizzazione dei mercati finanziari». I programmi congiunturali dovrebbero essere limitati a quelle misure che hanno un effetto «efficace, rapido, mirato e limitato nel tempo».

Per il team iconomix

Ronald Indergand

Mercoledì, 22 Luglio 2009,
17:40

Parole chiare sulla crisi finanziaria

Un video pubblicato di recente su YouTube spiega in pochi minuti il sorgere dell’attuale crisi finanziaria.

Il produttore Jonathan Jarvis mostra in modo esemplare gli sviluppi nel mercato finanziario e immobiliare americano che hanno portato sull'orlo del fallimento diverse rinomate banche d'investimento. Concetti quali «leverage», «credit debt obligation» e «subprime mortgage» vengono illustrati perfettamente. Il layout e il tipo di presentazione lasciano forse un po' a desiderare; inoltre, vista la rapidità, occorre stare particolarmente attenti!

Per il team iconomix

Ronald Indergand

Mercoledì, 22 Luglio 2009,
17:32

Bolle speculative

Il motivo dell’attuale crisi finanziaria è da ricercare in gran parte negli irresponsabili sviluppi del mercato immobiliare americano. Dopo un forte aumento dei prezzi delle case in soli pochi anni, la tendenza si è improvvisamente invertita a metà del 2006. Da due anni i prezzi si stanno abbassando in modo piuttosto rapido; non si intravede ancora la fine della tendenza ribassista.

Prezzi delle Case

Per quanto riguarda le cause di questo sviluppo si parla spesso di «bolla speculativa». Cosa si cela dietro questo concetto?

Agli occhi degli economisti gli immobili sono paragonabili ad altri investimenti patrimoniali come le obbligazioni o le azioni. Il prezzo di mercato di un tale investimento rispecchia le aspettative degli investitori circa i futuri flussi patrimoniali (dividendi, corresponsione di interessi, apprezzamenti del capitale investito, ecc.).

Se le prospettive economiche peggiorano, la quotazione di norma diminuisce e viceversa.

Oltre al prezzo di mercato gli economisti conoscono il concetto del valore fondamentale. Questo rappresenta il «valore vero e realistico» di un investimento secondo l’attuale punto di vista attuale. A differenza del prezzo di mercato questo però non può essere letto da nessuna parte, bensì deve essere stimato dagli analisti e dagli investitori.

Se le aspettative degli investitori sono speculative e superottimistiche (o viceversa, estremamente pessimistiche), il prezzo di mercato di un titolo e il suo valore fondamentale possono discostarsi l’uno dall’altro per lungo tempo. Gli economisti in questo caso parlano di una «bubble», ovvero bolla.

Sebbene questo scostamento possa essere estremamente forte e dipenda spesso da fattori psicologici, il prezzo di mercato non può scostarsi a piacere dal valore fondamentale, ma deve riadeguarsi a quest’ultimo nel lungo termine. Generalmente la variazione avviene in modo molto repentino.

Dopo che nel mercato viene appurata la sopravalutazione di una determinata classe di investimenti patrimoniali, moltissimi partecipanti del mercato tentano di vendere contemporaneamente i titoli in questione. È così che si verifica il cosiddetto crash.

Talvolta si chiede alla politica monetaria di cercare di combattere attivamente questi scenari. Ciò che in teoria suona bene, è in pratica un’impresa difficile. Perché dire con certezza che nel caso di un aumento dei prezzi di determinati valori patrimoniali si tratti di una bolla speculativa, è possibile solo dopo che la bolla è scoppiata. Il motivo sono le incertezze sopradescritte relative al valore fondamentale.

E anche se una bolla speculativa si rivela precocemente come tale, non è chiaro come la politica monetaria debba reagire. Solo un intervento massiccio da parte della banca centrale (tramite un marcato aumento dell’interesse di riferimento) potrebbe far scoppiare una bolla. Questo avrebbe però delle ripercussioni fortemente negative sull’economia reale (massiccio crollo congiunturale). Pertanto sussiste il grande pericolo che una tale politica provochi più danni che vantaggi.

È pertando difficile che la politica monetaria possa combattere le bolle speculative. Ma può contribuire ad aumentare la resistenza del mercato finanziario, affinché le conseguenze dello scoppio delle bolle speculative abbiano un impatto minore. Maggiori informazioni in uno dei prossimi contributi del blog.

Per il team iconomix

Ronald Indergand

Mercoledì, 22 Luglio 2009,
17:25

Strumenti estesi di politica monetaria

Da ottobre a dicembre 2008 la Banca nazionale svizzera (BNS) ha ridotto il suo tasso di riferimento 2008, il libor a tre mesi, dal 2,75 allo 0,5 percento. Il tasso di interesse per repo di una settimana ammonta nel frattempo quasi a zero. Siccome gli interessi non possono scendere sotto lo zero, le possibilità di azione per ulteriori allentamenti finanziari tramite il classico strumento degli interessi è pressoché esaurito.

In una relazione del 21 gennaio 2009 presso l’Università di San Gallo il vicepresidente della BNS Philipp Hildebrand ha affermato che questo non significa «che la Banca nazionale sia incapace di agire. La Banca nazionale ha a disposizione ulteriori opzioni

Ecco qui di seguito le possibilità in questione:

Da un lato la BNS può cercare di influenzare non solo gli interessi a breve termine, ma anche quelli a lungo termine. Le decisioni relative agli investimenti e al consumo dipendono, infatti, prevalentemente dagli interessi a lungo termine. A tale scopo la BNS ha già prolungato la durata dei repro a 12 mesi. Un’ulteriore possibilità è quella di acquistare titoli della Confederazione. Questo spinge verso il basso i rendimenti federali e funge da segnale per interessi più bassi per le obbligazioni societarie. Eventualmente la BNS potrebbe addirittura acquistare obbligazioni societarie a lungo termine. Queste misure permetterebbero di abbassare direttamente i costi degli interessi per i debitori privati.

Dall’altro lato la Banca nazionale può, come ha già fatto spesso prima d’ora, influenzare la quotazione del cambio, vendendo franchi svizzeri contro valuta estera. Un franco più debole favorisce l’esportazione e stimola la congiuntura.

Queste misure porterebbero a un ampliamento della massa monetaria. Hildebrand aggiunge pertanto: «la Banca nazionale tornerà a riabbassare [eventualmente] la liquidità creata temporaneamente non appena non sarà più necessaria, ovvero prima che si producano degli effetti inflazionistici.»

Per il team iconomix

Boris Kaiser

Mercoledì, 22 Luglio 2009,
17:20

Sottocapitalizzazione delle casse pensioni

Come riferisce la Neue Zürcher Zeitung del 9 gennaio 2009, le casse pensioni svizzere hanno ottenuto il peggior risultato a livello di investimenti dall’introduzione della previdenza professionale nel 1985. Le casse pensioni che amministrano i fondi della previdenza professionale della popolazione attiva dipendente in Svizzera non sono riuscite a sottrarsi alla crisi finanziaria.

Dato che le casse pensioni sono tenute a corrispondere interessi sugli averi, devono investire il denaro versato per realizzare un rendimento adeguato. Oltre alla corresponsione di interessi devono essere coperti anche i costi di amministrazione della cassa nonché devono essere realizzati determinati accantonamenti. Nonostante una strategia di investimento relativamente difensiva molte casse pensioni hanno dovuto affrontare notevoli perdite contabili dall’inizio di quest’anno. Tali perdite riguardavano soprattutto azioni nazionali ed estere.

Di conseguenza, in circa la metà delle casse pensioni il grado di copertura è sceso al di sotto del 100 percento. Una simile sottocapitalizzazione significa che la cassa pensione non sarebbe in grado di pagare subito tutti gli averi di risparmio se ad es. fosse costretta a farlo a seguito di una liquidazione.

Questo significa che gli averi di vecchiaia sono in pericolo? Una sottocapitalizzazione provvisoria delle casse pensioni è ammessa dalla legge e non è motivo di preoccupazione. In caso di una sottocopertura le casse pensioni sono però tenute ad adottare delle misure di risanamento. Ecco alcune possibilità:

  • Molte casse pensioni cercano di abbassare le spese amministrative e incrementare così l’efficienza. Ma queste misure sono sufficienti solo in un ridotto numero di casi.
  • La corresponsione di interessi degli averi di vecchiaia viene ridotta. In casi eccezionali il tasso di interesse minimo legale può essere inferiore al 2 percento (in base alla LPP a partire dal 1.1.2009).
  • Le prestazioni non vengono adeguate al rincaro.
  • Le casse pensioni possono esigere dei contributi di risanamento da parte dei datori di lavoro e dei lavoratori assicurati. I contributi di risanamento possono invece essere richiesti solo in modo molto limitato ai pensionati.

Di norma le casse pensioni rinunciano a una modifica a breve termine della strategia di investimento (ad es. vendita di azioni), poiché hanno un orizzonte di investimento a lungo termine e si prevede che le quotazioni dei titoli si riprenderanno dopo la crisi finanziaria. Si deve pertanto attendere che la crisi passi.

Per il team iconomix

Boris Kaiser

Mercoledì, 11 Febbraio 2009,
23:00

Una bella ricompensa per un buon lavoro: l’iconomix-award

Il sito web dell’iconomix-award dedicato agli studenti, www.iconomix-award.ch, si presenta in una nuova veste tagliata su misura per il gruppo target. L’aspetto grafico crea immediatamente un collegamento concettuale al mondo dell’economia. Questa veste è riscontrabile anche in altri strumenti di comunicazione destinati ad attirare l’attenzione nelle scuole sull’iconomix-award (tra cui opuscoli, cartoline e piccoli manifesti).

Con il concorso nazionale per l’iconomix-award intendiamo fornire agli studenti un ulteriore stimolo a confrontarsi in modo approfondito con argomenti di economia nazionale. Molti di loro hanno già realizzato il lavoro. Ora è pronta la loro tanto meritata ricompensa. In palio ci sono iconomix-award di bronzo, argento e oro, nonché dei cospicui premi in denaro.

Termine di invio per la prima edizione: 15 marzo 2009. Il primo evento iconomix avrà luogo il 2 maggio a Berna.

Per il team iconomix

Manuel Wälti e Jean-Marc Huguenin

Domenica, 23 Novembre 2008,
23:00

Happy Birthday iconomix

Il 31 ottobre 2008 iconomix.ch ha compiuto un anno. Il caso ha voluto che proprio quel giorno la consigliera federale Leuthard abbia visitato lo stand di iconomix al WORLDDIDAC 2008. Un gran bel regalo di compleanno!

Un anno di iconomix: sorge spontanea la domanda sul suo utilizzo. Riportiamo qui di seguito alcune cifre relative all’utilizzo della piattaforma nel periodo gennaio-ottobre 2008 (valori medi):

  • Clienti unici al mese: 5000 (S.A. 830)
  • Visite al giorno: 330 (S.A. 40)
  • Page-Impression («Pagine HTML») al giorno: 9700, tendenza in forte aumento (media di ottobre: 19500)

E per quanto riguarda l’utilizzo dell’offerta di formazione continua di iconomix?

  • Nel primo anno a partire dal lancio si sono svolti nella Svizzera tedesca e nella Svizzera romanda complessivamente 17 workshop che hanno raggiunto circa 400 docenti.
  • Ulteriori 15 corsi verranno effettuati entro la fine dell’anno, di modo che alla fine del 2008 saranno circa 700 i docenti che entreranno a contatto con iconomix.

Si consideri solo che in Svizzera i docenti attivi del livello secondario II per le materie economiche e sociali risultano essere circa 3500.

Riteniamo più che soddisfacenti questi risultati relativi all’utilizzo della piattaforma e alla formazione continua. Anche i feedback sulla qualità, ad esempio quelli derivanti dai workshop, sono estremamente positivi. Si tratta di due successi che ci danno una grande motivazione! Per una valutazione più sistematica dell’impiego e dell’azione di iconomix nei prossimi mesi creeremo ulteriori strumenti di analisi e effettueremo delle valutazioni mirate.

Naturalmente saremmo lieti di accogliere qualsiasi suggerimento, desiderio o critica vogliate rivolgerci in qualità di utenti. Potete farlo utilizzando il modulo web, via e-mail o chiamando lo +41 44 631 37 86.

Per il team iconomix

Manuel Wälti e Michael Manz

Giovedì, 23 Ottobre 2008,
22:00

iconomix al Salone WORLDDIDAC di Basilea

Il 29 ottobre il Salone WORLDDIDAC di Basilea aprirà per tre giorni i propri battenti (www.worlddidacbasel.com/). Oltre 400 espositori provenienti da tutto il mondo e un allettante programma collaterale richiameranno l’attenzione di docenti, direzioni didattiche e specialisti del settore della formazione.

iconomix sarà rappresentato con un proprio stand (C74). La direzione di iconomix sarà presente per tutta la durata del salone. Contiamo di registrare molti contatti e colloqui interessanti.

iconomix al Salone WORLDDIDAC di Basilea

Tra i 21 strumenti didattici che quest’anno hanno ottenuto l’ambito conferimento del WORLDDIDAC-Award (di cui sei prodotti svizzeri), rientra tra l’altro anche iconomix. Maggiori informazioni al riguardo alla sezione «And the winner is...».

Per il team iconomix

Michael Manz e Manuel Wälti

Domenica, 29 Giugno 2008,
22:00

Worlddidac Award: And the winner is...

Worlddidac-Award 2008Avrete senz’altro già capito: con il Worlddidac Award iconomix ottiene un ulteriore riconoscimento e stavolta con una diffusione internazionale!


L’oscar per iconomix è fuori portata, poiché nonostante eventuali equivoci non può essere adattato per il cinema. Ma il Worlddidac Award è simile a un oscar del settore della formazione, perché si tratta del più famoso conferimento internazionale nell’ambito della formazione. Questo sigillo di qualità dell’associazione Worlddidac viene conferito a prodotti innovativi e utili a livello pedagogico che hanno un grande potenziale di miglioramento o facilitazione dell'apprendimento o dell'insegnamento. Una giuria di esperti internazionale stabilisce durante un processo di valutazione della durata di una settimana quali sono i prodotti che si qualificano per l’Award. E l’offerta di formazione della Banca nazionale ha evidentemente convinto la giuria:

«È stata messa insieme con cura una grande quantità di risorse in modo tale da permettere ai docenti e agli studenti di confrontarsi in modo intelligente e interessante anche con contenuti complessi. Inoltre "Iconomix – scoprire l’economia" è accessibile gratuitamente a tutti e si contraddistingue notevolmente per contenuto e qualità anche a livello internazionale dalle piattaforme simili.»

 

Il conferimento del premio avverrà il 28 ottobre a Basilea, il giorno prima dell'inaugurazione della fiera Worlddidac a cui sarà presente anche la Banca nazionale con iconomix.


Il Worlddidac Award è senza dubbio un ulteriore stimolo per tutti coloro che sono impegnati nell’elaborazione di iconomix. Ma la giuria più importante che iconomix desidera convincere è quella degli utenti che utilizzano quotidianamente l’offerta. Il team iconomix continuerà a lavorare su questo. Tuttavia è da dire che in tempi in cui i docenti possono o devono sempre più occuparsi di Q-Management e di certificazioni, è assolutamente vantaggioso impiegare in classe un prodotto premiato.


Per il team iconomix,

Michael Manz e Manuel Wälti

Mercoledì, 04 Giugno 2008,
22:00

«Lavagna d’oro 2008» per iconomix

Altro oro per la Banca nazionale. Alle riserve auree ammontanti a oltre 1000 tonnellate si aggiungono ora dopo vendite pluriennali altri 350 grammi: è questo infatti il peso del famoso marchio di qualità «Lavagna d’oro 2008» dell’Associazione «Gioventù ed Economia» assegnato a iconomix! Ringraziamo la Giuria a cui cediamo subito la parola:


«In classe le offerte di iconomix trovano un molteplice impiego. Sia sottoforma di schede lavoro e di brevi quiz sia di moduli per diverse lezioni. È in corso addirittura un concorso rivolto agli studenti. iconomix rappresenta pertanto un’integrazione estremamente allettante del tradizionale libro di testo di economia del livello secondario II. La giuria è rimasta particolarmente colpita dalla qualità dell’offerta di formazione sia a livello contenutistico e didattico sia a livello tecnico.»


Lavagna d’oro 2008


Con la «Lavagna d’oro» l’Associazione «Gioventù ed Economia», che funge da anello di congiunzione tra le scuole e l’economia, premia i migliori strumenti didattici e pubblicazioni in materia di politica economica. Per iconomix rappresenta un’onorificenza molto gratificante e importante, poiché comporta un alto grado di notorietà, mentre per i docenti del livello secondario II, ben rappresentati all’interno della giuria, costituisce un riconosciuto marchio di qualità.


Il team di iconomix, la Banca nazionale e tutti i partner coinvolti sono fieri di questa onorificenza. Allo stesso tempo siamo consapevoli che non è (ancora) tutto oro ciò che luccica e continueremo a impegnarci per un costante miglioramento dell’offerta curando in particolare lo scambio con gli utenti.


A nome del team iconomix,

Michael Manz e Manuel Wälti

 

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