iconomix - Principi economici di base
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Principi economici di base
Ogni individuo è esposto a influenze economiche in qualità di consumatore, investitore, lavoratore e cittadino. Le competenze economiche ci aiutano a comprendere queste forze e a prendere delle decisioni più consapevoli, sia nella vita privata sia in quella professionale, nella gestione delle finanze e dei rischi oppure in politica.
La seguente lista comprende 14 principi di base e tre temi complementari che descrivono ciò che iconomix intende per conoscenze economiche fondamentali. L’elenco fa riferimento ai moderni manuali di economia usati a livello internazionale.
01. Scarsità, trade-off e costo opportunità
Le risorse sono limitate. Non bastano, in particolare, per soddisfare i bisogni, per principio illimitati, degli uomini. Questa circostanza obbliga le persone a fare delle scelte. Ognuno di noi è quotidianamente e per tutta la vita costretto a fare delle scelte, che implicano il rinunciare a una cosa in favore di un’altra (trade-off). Il termine «costo opportunità» indica, in economia, ciò cui si deve rinunciare per ottenere un determinato bene.
02. Incentivi
Gli individui reagiscono agli incentivi positivi e negativi e, in generale, si tratta di reazioni prevedibili. Prima di prendere una decisione, essi confrontano i costi (marginali) e benefici (marginali) di un'azione e si comportano in maniera da trarne il maggior beneficio possibile. Se i costi o i benefici di un'azione cambiano, gli individui modificano le loro scelte di conseguenza. Gli incentivi possono essere materiali o immateriali. Comprendere gli incentivi e il loro effetto sulle persone aiuta, nella vita di tutti i giorni, a spiegare e valutare il comportamento degli individui.
03. Benefici derivanti dallo scambio e dalla specializzazione
Lo scambio volontario è vantaggioso per tutti (o perlomeno non dannoso). Questo principio vale non solo per lo scambio tra individui ma anche per quello tra nazioni. Il commercio è un presupposto della specializzazione. Individui, regioni o paesi si specializzano nella produzione dei beni e servizi in cui hanno un vantaggio comparato, vale a dire in quei settori dove sanno produrre meglio. Lo scambio e la specializzazione aumentano la produzione e il consumo, e rappresentato due capisaldi per il continuo aumento del benessere nella storia dell’umanità.
04. Mercato, ruolo del prezzo e della concorrenza
I prezzi relativi, ossia il rapporto tra i prezzi di beni diversi, costituiscono segnali e incentivi importanti per chi offre e domanda beni e servizi. I prezzi relativi riflettono il grado di scarsità di un prodotto: un prezzo elevato indica che un bene è raro rispetto ai bisogni. I prezzi di mercato sono determinati dalla domanda e dall'offerta e si muovono continuamente fino a raggiungere il prezzo d'equilibrio, valore al quale la quantità domandata è esattamente uguale alla quantità offerta. Ogni aumento della domanda e ogni diminuzione dell'offerta causano un aumento di prezzo.
Un mercato è l’insieme dei venditori e dei compratori di un determinato bene o servizio. In genere, i mercati favoriscono un'allocazione efficiente delle scarse risorse. Il meccanismo di mercato fa, infatti, in modo che siano offerti beni e servizi di cui i consumatori hanno maggiore necessità, e ciò nella quantità richiesta, nel luogo richiesto e al momento richiesto. L'opposto del meccanismo di mercato è la pianificazione centralizzata, un sistema che si è però rilevato storicamente meno valido.
La concorrenza tra offerenti assicura che la produzione sia efficiente e che il rapporto prezzo/qualità dei beni e servizi raggiunga un livello ottimale. L'intensità della concorrenza varia a seconda della struttura del mercato.
Oltre al mercato dei beni e servizi, esistono altri mercati importanti, tra cui il mercato del lavoro e i mercati finanziari (cfr. gli argomenti complementari «Mercato del lavoro» (15) e «Ruolo dei mercati finanziari» (16)).
05. Imprenditoria, capitale e profitti
Gli imprenditori sono persone che, a proprio rischio, impiegano risorse (capitale, tempo e lavoro) per produrre beni e servizi. I profitti sono incentivi importanti che li compensano per i rischi sopportati. L'attività imprenditoriale è un presupposto essenziale per l'innovazione e la creazione di posti di lavoro. Spesso, nelle società di capitali, a differenza delle società di persone, il proprietario non è la stessa persona che dirige l’azienda. In questo caso bisogna assicurarsi che la società sia gestita secondo i desideri dei proprietari (si pensi alla problematica dei rapporti principal-agent).
06. Esternalità, beni collettivi e beni pubblici
Le esternalità sono costi o benefici che non sono indennizzati al prezzo di mercato, perché il diritto di proprietà è inesistente o manca la possibilità di farlo rispettare. Le esternalità negative si verificano quando i costi sociali di un’attività sono troppo alti, o nel caso di esternalità positive, quando i benefici sono troppo scarsi. Ciò dipende dal fatto che chi prende le decisioni, non tiene adeguatamente in conto costi e benefici. La conseguenza, in entrambi i casi, è spesso un intervento dello Stato. Un bene collettivi è un bene dal cui uso nessuno può essere escluso, ma per il quale esiste una rivalità nel consumo. Questa situazione comporta un rischio di sfruttamento eccessivo, come nel caso del patrimonio ittico delle acque internazionali.
Nessuno può essere escluso neppure dall'uso dei beni pubblici (non escludibilità), ma in questo caso non esiste rivalità nel consumo tra gli utilizzatori. Anche se i consumatori sono interessati a questi beni, nessuno è disposto a pagare per essi un prezzo di mercato. Per questa ragione, i beni pubblici sono sovente forniti dallo Stato (es. la difesa nazionale).
07. Ruolo dello Stato
Lo Stato svolge un ruolo importante in un'economia di mercato. Anzitutto esso fornisce un ordinamento giuridico e garantisce i diritti fondamentali e i diritti di proprietà. In secondo luogo, lo Stato può intervenire sull'attività economica per correggere un eventuale fallimento del mercato. Infine, lo Stato può operare una ridistribuzione dei redditi e della ricchezza se la società non è pienamente soddisfatta della distribuzione determinata dal mercato. Gli interventi statali possono tuttavia provocare anche effetti collaterali e costi indesiderati. In generale, è difficile opporsi alle forze di mercato. Inoltre, numerosi gruppi d'interesse cercano di influenzare a proprio vantaggio l'attività dello Stato.
08. Moneta e inflazione
La moneta funge da mezzo di pagamento, da unità di conto e da riserva di valore. La moneta facilita pertanto lo scambio, il confronto del valore di diversi beni, servizi, flussi di reddito, patrimoni, ecc., così come l’investimento e la negoziazione di crediti. Un'economia che utilizza la moneta è più efficiente di un'economia di baratto. La moneta è messa a disposizione dalle banche centrali.
Il termine inflazione designa un aumento del livello generale dei prezzi. Il costo dell'inflazione è elevato. Essa ostacola il funzionamento del sistema monetario e causa una ridistribuzione dei redditi e della ricchezza a svantaggio, ad esempio, dei risparmiatori e dei beneficiari di rendita (pensionati). L'inflazione appare quando c’è un eccesso di moneta in circolazione nell’economia. Oggigiorno, la tutela della stabilità dei prezzi è considerata uno dei compiti principali delle banche centrali.
09. Modo di pensare strategico
In situazioni in cui il risultato delle azioni dei singoli dipende in gran parte dal comportamento degli altri, è essenziale ragionare in modo strategico. L’individuo deve considerare come gli altri reagiranno alle sue azioni, tenendo presente che anche loro faranno la stessa cosa. Quando nessuno ha incentivi a deviare dalla strategia adottata, allora si raggiunge un equilibrio: in questo senso, la situazione è «stabile». Può accadere che, senza un'intesa vincolante, la situazione possa produrre dei risultati che nessuna delle persone coinvolte desidera. Fattori importanti in una situazione strategica sono il tempismo, la credibilità e la capacità di limitare le proprie esigenze. Promesse e minacce sono efficaci solo se possono verosimilmente essere messe in pratica.
10. Informazione asimmetrica
L'informazione è fondamentale quando si devono prendere delle decisioni nella vita quotidiana, ma procurarsela è spesso costoso o, in certi casi, addirittura impossibile. Per questa ragione, in generale, i diversi operatori del mercato non dispongono sempre di informazioni perfette. Ogni agente possiede delle informazioni diverse da quelle degli altri: l’informazione è dunque asimmetrica. Una tale disparità influisce sul comportamento degli operatori economici: la parte meglio informata ha la possibilità di sfruttare il proprio vantaggio, e la parte meno informata ne è consapevole. Questa circostanza può compromettere il buon funzionamento dei mercati.
11. Incertezza, rischio e assicurazioni
La vita è caratterizzata dalle incertezze. E’ raramente possibile prevedere con esattezza l’esito di un'azione. Per rischio s'intende la possibilità che il risultato di un’azione sia diverso da quello previsto. Più grande è la divergenza tra gli esiti possibili, tanto maggiore è il rischio. La maggior parte delle persone è avversa al rischio. Essi preferiscono, ad esempio, ricevere una somma garantita di denaro, piuttosto di rischiare di ottenere il doppio o niente con una probabilità del 50%. Allo stesso modo, preferiscono pagare un importo esiguo fisso piuttosto che esporsi alla probabilità limitata di subire grosse perdite. Questa è la ragione per cui si stipulano delle assicurazioni. Le assicurazioni influenzano considerevolmente i comportamenti degli assicurati, inducendoli, tendenzialmente, ad assumere un comportamento meno prudente.
12. Interessi, credito, risparmiare e investire
L'interesse è il prezzo pagato da un debitore (una persona che prende a prestito) a un creditore (una persona che concede il prestito) per la messa a disposizione di capitale. Per il creditore, l'interesse pagato costituisce un compenso per la sua rinuncia temporanea al consumo e per il rischio del mancato rimborso del prestito. I tassi d'interesse sono fissati secondo la durata e la valuta del credito, la solvibilità del debitore e altri criteri.
«Chi spende più di quanto guadagna, s’indebita». Il credito permette di consumare un bene (o un servizio) senza doverlo pagare immediatamente. L'interesse costituisce il prezzo da pagare per questa possibilità. Tra i diversi modi di ottenere un credito figurano le carte di credito, i contratti di leasing, i crediti al consumo, le ipoteche, ecc.
«Chi guadagna più di quanto spende, genera risparmi». I risparmi possono essere collocati, o investiti, in conti bancari, azioni, obbligazioni, fondi d'investimento, derivati, immobili, ecc. La decisione è in generale frutto di un trade-off (compromesso): più elevati sono i rendimenti attesi, maggiore è il rischio assunto. La diversificazione permette tuttavia di ridurre, in una certa misura, il rischio senza diminuire il rendimento atteso.
13. Crescita economica e sviluppo
L'espressione «crescita economica» designa un aumento reale e a lungo termine della produzione di beni e servizi in un paese. La produzione pro capite di beni e servizi, valutata a prezzi di mercato, rappresenta un indicatore importante (seppure imperfetto) della prosperità di un paese. Un altro importante indice di benessere è la produttività: i paesi che sono in grado di produrre una quantità relativamente più grande di beni e servizi per unità di tempo lavorativo, godono di un livello di vita più elevato. Tra i principali fattori che influenzano la crescita, troviamo il capitale umano e il capitale fisico, il progresso tecnologico e la qualità dell'assetto istituzionale (ad esempio del sistema giuridico a protezione dei diritti di proprietà).
14. Congiuntura
Nel breve periodo, si osservano delle oscillazioni nella congiuntura. Nelle fasi espansive la crescita economica è superiore alla media e il tasso di disoccupazione si attesta a dei livelli contenuti; nelle fasi di recessione la crescita è inferiore alla media (o addirittura negativa) e la disoccupazione elevata. La politica monetaria delle Banche centrali e la politica fiscale degli Stati influiscono sulla produzione, sulla disoccupazione e sul livello dei prezzi di un paese. Questi strumenti di politica economica possono aiutare ad attenuare le oscillazioni congiunturali. In questo modo, la politica monetaria può profittare, nel breve periodo, del trade-off che esiste in un’economia tra inflazione e produzione. A lungo termine, tuttavia, la politica monetaria agisce unicamente sull'inflazione; il suo effetto sulla congiuntura è neutrale.
15. Mercato del lavoro e reddito
Il reddito da lavoro è la principale fonte di entrate per la maggior parte delle persone. Esso è fissato sul mercato del lavoro, luogo d’incontro tra gli offerenti (manodopera) e i richiedenti (solitamente imprese). Il reddito da lavoro è determinato in funzione del valore della prestazione offerta. Tale valore di mercato dipende sostanzialmente dalle capacità dei lavoratori e quindi, non in ultimo, dalla loro formazione.
16. Ruolo dei mercati finanziari e delle loro istituzioni
I mercati finanziari agevolano il trasferimento di mezzi finanziari dai risparmiatori alle imprese e a chi desidera effettuare degli investimenti. Le possibilità offerte dai mercati finanziari per quello che concerne l'assunzione di crediti e per l'investimento di capitali, hanno come effetto che la realizzazione di un reddito da un lato e il consumo o l’investimento dall’altro non devono verificarsi simultaneamente. I mercati finanziari consentono quindi lo scambio di beni in tempi diversi. Tra le principali istituzioni dei mercati finanziari figurano le banche e le borse. Poiché non sarebbe efficiente per creditori e debitori incontrarsi direttamente, le banche intervengono e assumo il ruolo d’intermediari (cosiddetti intermediari finanziari).
17. Interdipendenza internazionale
Persone, beni, servizi, capitali e informazioni possono circolare sempre più liberamente oltre i confini nazionali. Questa evoluzione è dovuta al calo dei costi di transazione e alla frammentazione dei processi di produzione. Questa interdipendenza internazionale e le sue conseguenze sono riassunte nel termine «globalizzazione». Essa apre le porte a nuove opportunità e libertà nel commercio, nell’investimento, nel flusso d’informazioni e nell’emigrazione. Ha però avuto anche delle ripercussioni controverse sui posti di lavoro, sui salari, sui cambiamenti strutturali, sulle norme ambientali e lavorative, sulla stabilità dell’economia e sul margine di manovra delle politiche nazionali. È pertanto evidente che l'interdipendenza internazionale costituisce un importante argomento politico e che le popolazioni e i gruppi d’interesse, essendo coinvolti in modo diverso, lo considerano da punti di vista assai differenti.